Poet a porter

Gli amanti

Gli amanti si guardano piano

con le mani si cercano le mani

e con le dita fanno giochi

e quelle dita si incastrano e s ingabbiano tra loro

diventano complici

gli amanti che ridono

hanno un’altra luce dentro agli occhi

chiedilo a loro il perché della vita

al tavolo d’un bar seduti vicini

gli amanti ti guarderanno

ma le mani mai smetteranno di cercarsi

 

 

Il fiato che mi resta

Se ti va lasciami vivere

sono stanco d’esser morto

se hai voglia prendimi la mano

mi farò guidare

come un bambino

se ci sei chiamami

e ti risponderò,

con tutto il fiato che mi resta

Il mattino

Il mattino ha la faccia pulita

si veste di chiaro ed esce per strada

carezza strade e case e va dritto verso sera

Pelle

di sole di mare di stelle

un vestiti di vita cucita sulla pelle

Zanzare

terra fango voci dalla memoria

si bagnano di pioggia

E poi il motore che abbaia

Le mani graffiate di cielo

Stracci di case e figli

E il canto delle zanzare.

Le parole più belle

le parole più belle

sanno spesso di fumo

sono spesso

amare e non si fanno masticare

le parole più belle

si arrampicano alte

muoiono veloci

o si schiantano con un gran rumore

e si ricorda il rumore

le parole più belle

non amano essere ricordate

Onde del grano

Squarci di cielo

Visibili

Solo dove il cielo scompare

Croci imbrattate di vernice

E lacrime

Mi sveglio tra onde nel grano

E gli sputi di rabbia

Non rido non trovo la forza

Lame verdi a leccare i piedi

Pensieri ingialliti mi toccano gli occhi

Di più

Più in alto dove

il mondo mi si  vomita addosso

Occhio 

voglio una vita che sappia di me

fuoco che scalda brucia bagna

pigiami di lino

foglie

fogli

di ogni altra vita

quando il mare finisce nella sabbia

i passeri muoiono ubriachi d’orgoglio

quello che voglio

e le dita di quello che sogno

sapore di mirto e benzina

ed il rumore che scema

diventa occhio cieco

Madonne

lance arroccate

tavoli sporchi

tovaglie impregnate di cristi

tra visi spenti

madonne in vendita

la soglia lucida

Torri

incontri

scontri

per trovare

per perdere

un cumulo di giorni

un’eternità di momenti

zuppi di birra

di nomi e di facce

una torre fatta di foto

parole, ricordi

accumulati in disordine

 

Eco

Parole si inseguono

Lettere si ammucchiano

E pensieri senza fine

sottili  si perdono nell’assurdo

E ancora parole senza voce

 echeggiano

Vita

Un bambino che si sporca le mani,

la notte che diventa giorno

una striscia di sabbia in estate

diventa una stufa, un gatto uno stormo

qualche volta si mette in ginocchio,

come vedova davanti all’altare

altre invece si lancia in picchiata come fosse un tuffatore

è luce che abbaglia ma anche ombra di pino,

una strada a bordo fiume

che s’allunga e diventa un cammino

Sabbia e cemento

Seduto su un sogno

Respiro sabbia

E vomito cemento

Eccoti

Su un pezzo di carta

Bagnato di parole

Impregnato di silenzio

un castello di carte

Ad aspettare

Il vento

Storia

Marcato dal tempo

Ancora una volta accelera il passo

Tra voci e rumori

Quanto tempo

quanti volti

quante pagine

ognuno è un pensiero

ognuna è una voglia.

Parole

Parole si inseguono

Lettere si ammucchiano

E pensieri senza fine

sottili  si perdono nell’assurdo

E ancora parole senza voce

 echeggiano

tra

Ti ho cercato

tra le rughe di una fronte

Ti ho cercato

tra le pieghe

di un vestito

sopra le nuvole

tra le pagine

di un giornale

ti ho rincorso

in mezzo a fiumi di persone

ti ho rincorso

su tutte le vie

fra righe bianche e marciapiedi di mondo

ti ho amato

poi la noia ti ha portato via.

Per tutta la vita

Andato, veloce in silenzio, quasi per gioco

Seduto mi guardo le mani, non resta che niente, solo un’anima distrutta e un cuore che non batte

vorrei morire per tutta la vita

Lo stomaco è un buco, dentro agli occhi le lampade del bar nei bicchieri ghiaccio e parole. Sarai felice, ti sveglierai, avrai un’altra vita, un altro te da costruire, ti inventerai sorrisi e spiagge, aspetterai il sole, cercherai altri occhi, in altre bocche per tutta la vita.

 

I piedi

appeso ad un ramo d’anima

mi dondolo

sopra le case e i tetti

mi nascondo

nella penombra della mia stanza

appeso ad un ramo d’anima

mi guardo i piedi leggeri

leggeri fendono l’aria

all’ombra di me

di una vita che fatico a vivere

appeso ad un ramo d’anima

tutti i miei giorni

e un campo bruciato aspetta la pioggia

sconfitto

Cognac

vestite di nero

le notti si abbracciano da sole

si baciano, si toccano silenziose

barattano vita e sogni

con ombre sui muri e luci a metà

sbattono sulla strada

 in qualche vetrina

le notti si scaldano la voce col cognac 

poi sputano a terra

come i vecchi

Luna

Buio sul selciato

Stasera neanche la luna ha voglia

Luce arriva da finestre accese

Puzza di vite

E radio che cantano

Qualcuno che parla

Bombe di vocali fonde

Il muro crepato d’acqua

Nessun gatto a farmi compagnia

I piccioni sulla torre dormono

Stasera qualcuno muore

Lascio fumo nell’aria e lo guardo

Stasera che la luna non ha voglia

Le ombre stanno buone dentro le tende

Le dita si girano intorno e non si toccano

Il deserto dell’anima è fiamma ardente

 

Neve

Un cuore sventrato

un buco nell’anima

la neve copre tutto, copre tutti

in silenzio la neve avvolge come una sciarpa

i giorni s’accavallano veloci chè difficile tener conto

Candele

Mezze candele appoggiate per forza su candelabri

di vetro chiaro, tutti alti uguali,

se guardi bene si vede la polvere

nascondono un pezzo di mare,

l’acqua del fiordo

che esce da dietro al tetto della casa bianca,

di legno bianco resta aggrappata ai fili della luce,

sotto un cappello di tegole rosse e un camino quadrato e troppo grande

Strade

Le strade d’inverno sono nere, migrata la luce spensierata delle sere estive, rimangono persiane chiuse e muri scrostati, qualche volta passa un gatto altre volte sul lampione arriva una colomba, sento qualche passo e vedo raramente anime passare silenziose: di tanti che qui ci hanno vissuto resta qualche ricordo. La tristezza sale lenta dai piani bassi per arrivare fino ai tetti. Nei bar sono in pochi a restarsene seduti, cercano conforto in un bicchiere e parlano di niente, da sempre, tristezze destinate a cavalcare giornate senza sella.

Sento l’eco dei miei passi mentre cerco conforto e sole: la vita di paese è una giostra senza bambini, sono tanti a partire per cercare di più e scompaiono i loro volti e coi volti spariscono piano i paesi che li hanno cresciuti: le vite che li hanno visti giocare sono trappole per chi è rimasto per qualcuno prigioni dorate. Eppure quel paese batte col cuore di chi è andato.

Le strade in inverno sono nere, nere come le sere senza voce, impregnate di acqua e fumo di cammini, sono strade che non vanno in nessun posto; finiscono nel loro percorso, sono vuote, tristi e sempre in lutto.

Giorni

Se ti siedi a guardarli

i tuoi giorni

li troverai sempre al solito posto

incastrati tra strade e città

a volte poggiati al muro

o nelle stanze di un aeroporto, d’una stazione

se ti fermi a osservarli

vedrai

che ogni giorno cercava qualcosa anche se stanco

La pecora

Un giorno ho smesso di sognare

Io non lo so il perché

non so come ma un giorno ho smesso di sognare

faceva freddo, il cuore non batteva più

Forse i grandi sognano meno

e quando lo fanno ne hanno vergogna

io non lo so

ma sono incastrato tra giorni che vanno veloci

e voglia di nuvole a forma di pecora

Cresci

Poi è successo quello che non sapevi cosa fosse, hai imparato a viverti e a giocare questo gioco strano, hai lasciato l’inutile e continuato a camminare abbandonando di poco in poco tutto quello che non serviva per far spazio a quello che sarebbe venuto fino a diventare un esperto di sopravvivenza, un bagaglio di lance, di archi di braccia e medaglie.Se a vent’anni t’avessero detto che sarebbe andata così  ci avresti sorriso, di più, avresti riso così forte da starne male, perché a vent’anni la vita non la sai

Vent’anni

Sceso le scale di corsa e via a cercarla, quella vita fatta di sogni da scartare.Chi parte lascia sempre qualcosa dietro di se, chi lascia una casa e chi lascia una vita da scordare. Partire per rifarsi una vita e per scordarne una, per ricominciare, per sperare.Chi parte arriva, arrivare non è mai facile: vuol dire ricominciare, spesso da meno uno, tutti i giorni si ricomincia, si fa fatica non è mai facile spesso si guarda indietro e si rimpiange quello che si è lasciato, ci manca la casa, gli amici, gli amori e le strade di sempre, ci si perde tra metropolitane e autobus, si scompare dentro un bar o una panchina, da soli, in silenzio a guardare avanti a cercare uno spazio, un posto nel mondo

Dentro le case

Dentro le case ci sono le vite degli altri, dalle finestre qualche volta, se guardi attentamente, rubi qualche attimo della loro vita, una donna sui cinquanta beve il caffè seduta davanti alla tv, un ragazzo che davanti ai fornelli prepara quello che sarà il suo pranzo, un uomo che gira per la stanza, forse parla, cucite insieme, questi squarci di vite altrui sono il riassunto di tutte le vite che si affaccendano tutti i giorni nella loro normalità

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