Poet a porter

Strade

Le strade d’inverno sono nere, migrata la luce spensierata delle sere estive, rimangono persiane chiuse e muri scrostati, qualche volta passa un gatto altre volte sul lampione arriva una colomba, sento qualche passo e vedo raramente anime passare silenziose: di tanti che qui ci hanno vissuto resta qualche ricordo. La tristezza sale lenta dai piani bassi per arrivare fino ai tetti. Nei bar sono in pochi a restarsene seduti, cercano conforto in un bicchiere e parlano di niente, da sempre, tristezze destinate a cavalcare giornate senza sella.

Sento l’eco dei miei passi mentre cerco conforto e sole: la vita di paese è una giostra senza bambini, sono tanti a partire per cercare di più e scompaiono i loro volti e coi volti spariscono piano i paesi che li hanno cresciuti: le vite che li hanno visti giocare sono trappole per chi è rimasto per qualcuno prigioni dorate. Eppure quel paese batte col cuore di chi è andato.

Le strade in inverno sono nere, nere come le sere senza voce, impregnate di acqua e fumo di cammini, sono strade che non vanno in nessun posto; finiscono nel loro percorso, sono vuote, tristi e sempre in lutto.

Giorni

Se ti siedi a guardarli

i tuoi giorni

li troverai sempre al solito posto

incastrati tra strade e città

a volte poggiati al muro

o nelle stanze di un aeroporto, d’una stazione

se ti fermi a osservarli

vedrai

che ogni giorno cercava qualcosa anche se stanco

Un giorno

Un giorno ho smesso di sognare

Io non lo so il perché

non so come ma un giorno ho smesso di sognare

faceva freddo, il cuore non batteva più

Forse i grandi sognano meno

e quando lo fanno ne hanno vergogna

io non lo so

ma sono incastrato tra giorni che vanno veloci

e voglia di nuvole a forma di pecora

Cresci

Poi è successo quello che non sapevi cosa fosse, hai imparato a viverti e a giocare questo gioco strano, hai lasciato l’inutile e continuato a camminare abbandonando di poco in poco tutto quello che non serviva per far spazio a quello che sarebbe venuto fino a diventare un esperto di sopravvivenza, un bagaglio di lance, di archi di braccia e medaglie.Se a vent’anni t’avessero detto che sarebbe andata così  ci avresti sorriso, di più, avresti riso così forte da starne male, perché a vent’anni la vita non la sai

Vent’anni

Sceso le scale di corsa e via a cercarla, quella vita fatta di sogni da scartare.Chi parte lascia sempre qualcosa dietro di se, chi lascia una casa e chi lascia una vita da scordare. Partire per rifarsi una vita e per scordarne una, per ricominciare, per sperare.Chi parte arriva, arrivare non è mai facile: vuol dire ricominciare, spesso da meno uno, tutti i giorni si ricomincia, si fa fatica non è mai facile spesso si guarda indietro e si rimpiange quello che si è lasciato, ci manca la casa, gli amici, gli amori e le strade di sempre, ci si perde tra metropolitane e autobus, si scompare dentro un bar o una panchina, da soli, in silenzio a guardare avanti a cercare uno spazio, un posto nel mondo

Dentro le case

Dentro le case ci sono le vite degli altri, dalle finestre qualche volta, se guardi attentamente, rubi qualche attimo della loro vita, una donna sui cinquanta beve il caffè seduta davanti alla tv, un ragazzo che davanti ai fornelli prepara quello che sarà il suo pranzo, un uomo che gira per la stanza, forse parla, cucite insieme, questi squarci di vite altrui sono il riassunto di tutte le vite che si affaccendano tutti i giorni nella loro normalità

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